Promuovere attività locali online

Vuoi migliorare la presenza della tua impresa online e migliorare i profitti? Oggi gli strumenti di rete danno una grossa opportunità, sono sufficienti una capacità di base e la conoscenza dei canali esistenti per ottenere da subito la riconoscibilità di una presenza online.
In questo post sono presenti alcune indicazioni pratiche su cosa fare per far notare la presenza della propria azienda localein rete; queste indicazioni sono ricavate da un decennio circa di lavori online e dell'aiuto delle guide di Google sull'argomento.

Innanzitutto cosa significa la "propria presenza online"? fino a qualche tempo fa signifcava "il sito web dell'azienda", ma oggi con tutti i canali a disposizione non diventa più indispensabile avere un sito web; o meglio è bene avere un sito web quando questo riesce dove gli altri canali presentano invece dei limiti, cioè dove ci consente di esprimere al massimo le peculiarità del nostro business. Negli altri casi può essere utile cominciare ad attivare i canali a disposizione.

Ma andiamo con calma e cerchiamo di capire quali passi percorrere per migliorare la visibilità (ed i profitti) della  nostra impresa locale.

Sicuramente il raggiungimento di migliori profitti passa attraverso l'aumento del business dovuto all'inserimento di nuovi clienti; riuscire a raggiungere i potenziali clienti portatori di domande per i quali la vostra azienda ha le giuste risposte è un primo obbiettivo che ci si può porre, seguito dalla successiva soddisfazione del cliente per l'acquisto effettuato ed alla seguente fedeltà del cliente.

Ciò può raggiungersi attraverso successive fasi che vengono normalmente visualizzate come 'funnel' (che viene tradotto dagli esperti di marketing con 'imbuto di vendita'); migliorando ognuna delle fasi si migliora il processo globale.



La prima fase consiste nell'acquisire un maggior numero di persone che raggiunge la nostra presenza online.
Nella seconda fase si deve fare in modo che queste persone siano coinvolte dalla nostra attività o prodotto.
Nella terza fase dobbiamo curare che il potenziale cliente possa mettere in atto un'azione che permetta  l'acquisto del bene o servizio;
Nella quarta c'è l'acquisto vero e proprio e nella quinta si fa in modo che l'utente rimanga ancorato alla nostra attività in modo da permettergli successivi acquisti.


prima fase: ottenere visitatori

In questi anni si è registrato, soprattutto in italia, una modifica nelle modalità di navigazione su internet, spostando la maggior parte dei navigatori da sistemi desktop a device mobili come smartphone e tablet.

Possono essere utili questi dati anche se riguardano gli stati uniti, da noi i valori sono un po' più bassi ma l'andamento è simile:

  • l'85% degli utenti ricerca informazioni sulle attività locali da device mobili
  • di queste, l'81% agisce in conseguenza alle risposte che ha avuto
  • di queste, il 40% è andato di persona presso l'azienda e il 35% ha chiamato.
diventa quindi di capitale importanza aumentare la fetta dei potenziali clienti che vengono in contatto con l'impresa locale attraverso i device mobili.
Per essere trovati è indispensabile  essere presenti; la propria presenza online deve essere curata sui più frequentati canali a disposizione, e non limitata ad uno solo di essi; il sito web è uno dei canali che non indispensabilmente dev'essere presente.
Esistono molti canali che consentono di essere trovati:
- google place pages (My Business), dove inserire i dati dll apropria ditta per essere trovati,
- tripadvisor per ottenere giudizi dai clienti
- yelp business pages
- google+ con i post
- LinkedIn
- Twitter
- Facebook
Su questi canali una prima analisi da condurre è quella relativa al proprio settore merceologico, sia per verificare se si è presenti sia per verificare la presenza dei  concorrenti.
La creazione di un proprio sito web come canale a sè stante va valutata attentamente; richiede risorse per il controllo del layout, dei contenuti delle pagine e del design; rappresenta una delle modalità migliori per essere presente online ma rischia di essere un arma a doppio taglio se non viene accuratamente progettato, eseguito e mantenuto.

Quali canali scegliere, e come riuscire ad implementare i propri dati in modo da aumentare i nostri potenziali clienti?
Ogni canale ha la sua specificità e va utilizzato tenendone conto; l'inserimento dei dati della propria attività spesso è semplice ed alla portata di tutti, risulta facile creare la propria presenza online. Si deve comunque ricordare, creando una propria pagina su questi canali, che in seguito avrà bisogno di tempo da dedicare all'aggiornamento.

  • Google places (Google My business) è dedicato propriamente alle imprese locali ed è il metodo più veloce per apparire sulle mappe nelle ricerche locali; la presenza della nostra attività è indispensabile per avere visibilità sul territorio. Qui si può creare una pagina per l'azienda e vederne le statistiche di visualizzazione.
  • Tripadvisor consente agli utenti di giudicare un'attività; è una delle fonti più preziose di informazioni per avere feedback, negativi o positivi, dai nostri clienti ed è utilizzabile nell'ultimo dei passi descritti per aumentare la fedeltà dei clienti. Qui sono i clienti che possono scrivere una recensione, se ne può creare una nuova per 'aprire' tripadvisor alla nostra attività.
  • Yelp consente di trovare facilmente imprese locali; anche in questo caso è facile sia inserire la propria, sia controllare quali siano i concorrenti già presenti per evitare che appaiano al posto nostro quando un cliente cerca i nostri prodotti. Per inserire una nuova attività basta scriverne una prima recensione.
  • Google+ è l'analogo di un blog che consente di inserire post; un luogo utile per rendere visibili le novità dell'azienda, i prodotti nuovi, le ricerche e le notizie.
  • LinkedIn è un network di professionisti propriamente dedicato al lavoro, dove inserire il proprio curriculum ed i dati dell'azienda, qui le credenziali sono importanti; consente di ottenere 'endorsement' dai clienti, cioè apprezzamenti sul tipo di lavoro che l'azienda svolge
  • Su Twitter è utile inserire le novità, le notizie veloci, i piccoli pensieri riguarda ad un prodotto, nostro o della concorrenza, agli sviluppi del mercato.
  • Facebook è soprattutto dedicato alle opinioni personali dei suoi utenti; i 'like' sulla nostra pagina possono essere un potenziale indicatore della popolarità della nostra azienda. Anche in questo caso è possibile creare una pagina per l'azienda.
Non è necessario essere presenti su tutti i canali; l'importante è una presenza curata (web marketing mix) in quelli che si ritengono più adatti al proprio business. Alcuni canali pubblicamente disponibili qui non sono citati ma possono essere utili per settori particolari: ad esempio youtube per i video oppure network dedicati alle immagini come Flickr, Pinterest, Instagram; in ogni caso è facile crearsi un profilo ed iniziare a pubblicare.

fase seconda: coinvolgimento

Una volta creati i canali è necessario pianificare una serie di interventi per mantenerli attivi ed interessanti per i propri utenti. E' bene impostarsi un'agenda (perchè non con Google Calendar?) nella quale inserire le scadenze nelle quali inserire i contenuti nei canali. ricordate che un canale abbandonato vi si ritorce contro: gli utenti che vedono assenza di interventi per lungo tempo ritengono l'azienda poco attenta ai clienti, quindi poco affidabile.
E' bene in questa fase fare un'attenta analisi dei competitor più rilevanti, segnandosi quali canali usino e quanto spesso li aggiornino.
Importanza fondamentale per il coinvolgimento è il riuscire dapprima a stimolare i propri utenti ad intervenire, quindi a seguirli rispondendo alle eventuali domande e provocazioni. E' bene organizzarsi le caselle di posta in modo che convergano in un unico punto nel quale visualizzare e dal quale smistare le risposte. A volte questi servizi vengono affidati ad esterni, in outsourcing, in modo che non venga influenzato il normale flusso di lavoro; in questo caso chi risponde deve avere le necesasrie conoscenze dell'azienda e del prodotto per poter procedere.
Per poter coinvolgere i visitatori gli si deve far capire quale sia la differenza tra la nostra azienda e quella dei competitor puntando sui fattori qualificanti e di eccellenza, in modo che da casuali visitatori possano diventare assidui frequentatori e quindi clienti dell'azienda

fase terza: call to action


E' una fase spesso sottovalutata ma importantissima: abbiamo ottenuto visitatori, li abbiamo coinvolti ed interessati ai nostri prodotti, ora vogliono acquistare: devono trovare la strada spianata per farlo, non dobbiamo frapporre alcun ostacolo tra la volontà di acquisto e l'azione collegata.
Può succedere che il visitatore interessato all'acquisto non lo porti a termine... perchè non sa come farlo: non trova l'email, il telefono, il contatto, il link esatto, il modo "giusto" per mettere in atto l'azione che gli permette l'acquisto.
Per questo è utile mettersi nei panni dell'utente, anche quello meno abile, per verificare che tutti i metodi di contatto e acquisto siano a disposizione. E' utile leggere recensioni e commenti per capire dove sono presenti eventuali punti di debolezza del sistema, rispondere alle domande degli utenti. Può essere utile chiedere agli utenti "offline", quelli che acquistano al di fuori di internet, di portare le loro opinioni online in modo da condividerle; ad esempio un endorsement o una recensione positiva su linkedin sono di grande aiuto per i professionisti: un nuovo potenziale cliente li utilizza come riferimento per decidersi al contatto.

fase quarta: conversion

La quarta fase è il punto nel quale si raggiunge l'obbiettivo; per questo in inglese viene chiamata 'conversion', per mettere l'accento sul punto di conversione della nostra strategia globale sull'obbiettivo. Non sempre questa conversione è rappresentata da un acquisto: potrebbe essere un contatto, un primo appuntamento di lavoro, un numero di visualizzazioni di pagine o la visualizzazione di un video.
E' necessariamente una fase che va pianificata come obbiettivo fin dall'inizio.

fase quinta: fedeltà




A questo punto vanno messe in atto tutte le strategie per mantenere il contatto e gli acquisti con gli utenti già presenti, creando un ecosistema online nel quale si possa continuare a navigare in modo utile.
Una volta creati i canali è utile collegarli l'un l'altro con link vicendevoli in modo da aumentare le possibilità di interazione, così che un utente che entra attraverso un canale possa navigare negli altri ed interagire in diversi modi con i prodotti e servizi, ad esempio scrivendo recensioni su quanto acquistato o consigliando altri utenti.
Ogni canale deve mandare un messaggio all'altro conservando la propria specificità, ricordando i motivi per i quali è stato creato il canale; inutile mettere il proprio curriculum come descrizione di un video su youtube! Meglio, ad esempio, che su un video di prodotto su youtube possa esistere una descrizione che rimanda a linkedin per le credenziali dell'autore del prodotto visualizzato, a tripadvisor per i giudizi degli utenti, a pinterest per una serie di belle immagini. Se gli utenti, a loro volta, creano immagini, video o recensioni del prodotto è utilissimo chieder loro di linkarli alle pagine dei nostri canali in modo da aumentare la dimensione del nostro ecosistema online.

Il discorso potrebbe ora procedere sul come cercare altri canali e su quando e come decidere di creare un sito web: non è mai una decisione banale, una pagina creata resterà nella cache di google all'infinito; quindi errori di comunicazione gravi dovuti all'improvvisazione potranno, un giorno, essere 'ripescati' e andare a nostro svantaggio.
Il sito web è la modalità più qualificata per una presenza originale; per questo va progettato nei dettagli e seguito nel tempo.
Su questo argomento ci sarà un prossimo post.

[Image from Miki via Flickr]

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